Sanità: Landini, SSN verso collasso, a rischio diritto costituzionale

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Autonomia differenziata aumenterebbe diseguaglianze

“Il Servizio Sanitario Nazionale, segnato da inaccettabili diseguaglianze regionali, si è profondamente indebolito e sta rischiando il collasso, mentre il Governo continua a tagliare e disinvestire nella sanità pubblica”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commentando il rapporto Svimez presentato a Roma in collaborazione con Save The Children.

“Lo scorso anno – prosegue il leader della Cgil – la spesa privata sostenuta dai cittadini per potersi curare ha superato la cifra record di 40 miliardi. E il numero di persone che ha dovuto rinunciare alle cure per motivi economici è cresciuto in modo esponenziale. Tutto questo è inaccettabile. È a rischio il diritto costituzionale alla salute”.

“Impietoso è poi il raffronto – aggiunge Landini – con gli altri Paesi europei per spesa sanitaria pubblica, assistenza, dotazioni organiche e retribuzioni del personale. Occorrono più risorse e al contempo serve riorganizzare l’intero sistema sanitario, per garantire l’effettiva presa in carico delle persone, nel giusto equilibrio tra prevenzione, assistenza ospedaliera e territoriale”.

“Il Servizio Sanitario Nazionale, già strangolato dal Governo con la riduzione delle risorse – conclude il segretario generale della Cgil – rischierebbe di implodere inesorabilmente e di far crescere ulteriormente le diseguaglianze, se dovesse prendere forma il progetto di autonomia differenziata. Per queste ragioni, insieme a tutti coloro che vogliono unire e non dividere il Paese, continueremo a mobilitarci a livello regionale e territoriale per contrastare con forza questo folle progetto del Governo”.

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Se ne è parlato il 24 febbraio 2024, a Milano, presso la sede della CGIL, in un Convegno nazionale per dire ancora una volta NO all’Autonomia differenziata, per affermare fin dal titolo, nel cuore del nord i cui amministratori pretendono di fare il bene, che “L’autonomia differenziata fa male anche al Nord, a cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori”.

L’Autonomia differenziata è un’operazione che mira a liquidare definitivamente tutto ciò che è “pubblico”, cioè finalizzato all’interesse generale, destinato a diminuire le differenze tra ricchi e poveri. Come sia una famelica rincorsa alla privatizzazione, all’arricchimento e al privilegio di pochi, sottraendo a tutti gli altri diritti e relegandoli in una ulteriore marginalità. Come lavoratori e lavoratrici, cittadini e cittadine del nord non possano che temere, sollevato il fumo della propaganda, ciò che si prepara nella sanità, nella scuola, nei servizi, nelle infrastrutture, nei contratti, nelle norme del lavoro, nel controllo dell’ambiente.

Il caso della sanità in Lombardia, dove quasi la metà del sistema sanitario è stato privatizzato e ormai i cittadini si dividono in una “serie A”, per chi può disporre di assicurazioni costose e cure di livello, e “serie B” o anche “C” e “D”, per chi deve attendere anni per esami e cure urgenti, fino a morire, è l’emblema di ciò che si prepara per tutti e tutte, in tutti i settori.

Ma dietro tale progetto si nasconde qualcosa che va ancora oltre: né più né meno che la divisione del Paese, con possibili scenari balcanici.

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