AMBIENTE

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L’EUROPA SOSTENIBILE E DELLA NEUTRALITA’ CLIMATICA

La legislatura passata ha avviato misure importanti e coraggiose volte a raggiungere la neutralità climatica. Oggi quelle misure sono sotto attacco da parte dei negazionisti climatici, dei conservatori e della destra estrema.

Noi crediamo invece che non solo il percorso del Green Deal vada difeso, ma che sia necessario completarlo, migliorarne le ambizioni e costruirne una indispensabile dimensione sociale.

Con il rafforzamento del Green Deal miriamo a superare gli obiettivi europei ben prima del 2050, spostandone la meta al 2040.

Per questo puntiamo a:

  • Istituire un Fondo europeo per gli investimenti ambientali e sociali di almeno 2.000 miliardi di euro, per finanziare investimenti green, trasporto pubblico ed efficientamento energetico delle case, favorendo le persone con maggiore difficoltà economiche nell’accesso agli incentivi.
  • Approvare una direttiva quadro sulla transizione giusta in Europa, aumentando in maniera consistente le risorse del Just Transition Fund (JTF). L’obiettivo è sostenere le regioni e i settori più colpiti dalla transizione e creare nuovi posti di lavoro per i giovani.
  • Costruire un ambizioso pacchetto legislativo “Fit for 5°C” che punti a ridurre le emissioni climalteranti di almeno il 65% entro il 2030 per poter raggiungere la neutralità climatica già entro il 2040.
  • Escludere il nucleare e la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica dalle tecnologie strategiche e dai progetti prioritari del Regolamento Net Zero Industry Act.
  • Promuovere green jobs e formazione professionale, attraverso la diffusione di programmi di formazione per la riqualificazione dei lavoratori in settori emergenti e sostenibili.
  • Porre in essere una Strategia industriale europea volta a rafforzare la competitività delle imprese e ad accelerare la transizione verso la neutralità climatica.
  • Decarbonizzare la finanza, coinvolgendo la BCE nell’adozione di politiche monetarie che promuovano gli investimenti verdi.
  • Sviluppare un’industria dell’eco-edilizia che utilizzi materiali di origine biologica (tra cui legno, terra e paglia).

L’EUROPA RINNOVABILE

Il nostro impegno è per un’Europa alimentata solo da energie rinnovabili entro il 2040, un sistema energetico de-carbonizzato e de-nuclearizzato, efficiente e accessibile, fondato sull’idea di comunità e che promuova l’indipendenza energetica.

Per noi, l’energia deve essere democratica: tutte e tutti devono poterla liberamente produrre e scambiare, tenendo sempre presente il nostro ruolo di consumatori nel mondo. Un sistema energetico come questo permetterà anche di raggiungere una maggiore autonomia geopolitica.

Per questo vogliamo:

  • Mettere fine all’era dei combustibili fossili, a partire da un piano dettagliato per cessare l’uso di carbone entro il 2030 e di petrolio e gas tra il 2035 e il 2040, con l’impegno entro quell’anno di avere un’Europa alimentata al 100% da energie rinnovabili.
  • Vietare ogni nuovo sfruttamento dei combustibili fossili nell’Unione
  • Introdurre, nella Tassonomia dell’UE, un sistema a semaforo, che preveda tre categorie diverse per le attività economiche sostenibili, intermedie e insostenibili, ponendo gas e nucleare nella categoria
  • Investire sull’energia solare e eolica, sulla polarizzazione dei tetti e sull’agrofotovoltaico.
  • Investire sull’efficientamento energetico degli
  • Eliminare gradualmente i Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD) per abolirli completamente entro il 2030.
  • Democratizzare l’energia, attraverso il supporto alle comunità energetiche per produrre e scambiare energia rinnovabile
  • Introdurre un tetto europeo annuale al prezzo del gas e dell’elettricità, a fine di proteggere i consumatori, da finanziare con una imposta UE sugli extraprofitti energetici.
  • Adottare una Carbon Tax, ovvero un’imposta sulle aziende che non rispettano gli standard ambientali, anche per i prodotti extra UE al fine di contrastare il dumping sociale e ambientale.
  • Negoziare un trattato internazionale sulla non proliferazione dei combustibili fossili e contro il lobbismo delle compagnie petrolifere, del carbone e del gas nelle istituzioni pubbliche.

L’EUROPA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE

La sfida per la neutralità climatica passa anche attraverso la realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile, inclusivo e accessibile.

Le nostre proposte si muovono quindi verso due direzioni.

Da un lato prevediamo l’aumento degli investimenti sul trasporto pubblico e sulla mobilità lenta, condivisa ed elettrica: misure che riducano l’inquinamento, migliorino la qualità dell’aria e promuovano uno stile di vita più sano.

Dall’altro proponiamo all’UE di compiere scelte coraggiose volte a ridurre i costi della mobilità per i cittadini, come la gratuità dei trasporti per i giovani e il biglietto climatico.

Il nostro scopo è quello di promuovere un sistema di trasporto pubblico sostenibile ed efficiente, che garantisca una maggiore coesione e migliori la qualità della vita dei cittadini.

A tal fine prevediamo di:

  • Rafforzare i trasporti pubblici per una mobilità accessibile, aumentando gli investimenti per espandere e modernizzare le ferrovie al fine di ridurre il tempo dei viaggi e il relativo costo.
  • Promuovere investimenti sulle reti elettriche verso quelle più potenti e flessibili, così che ogni Paese possa essere in grado di pianificare colonnine sufficienti per la ricarica di veicoli elettrici in previsione del termine previsto per il 2035 sul motore a combustione.
  • Finanziare con il Fondo Sociale per il Clima le azioni per contrastare la mobility poverty.
  • Potenziare il trasporto pubblico urbano e i sistemi di mobilità elettrica, lenta e condivisa, con particolare attenzione al trasporto su ferro, a reti ciclabili sicure e a mezzi di mobilità elettrica (biciclette, auto e bus), con previsione di gratuità per il pubblico gratuito Under 30 e Over 65.
  • Investire sul trasporto notturno ferroviario per ridurre l’uso di voli a corto raggio, anche attraverso la creazione di una piattaforma di biglietteria europea, con l’obiettivo di vietare i voli all’interno dell’Unione europea quando esistono alternative valide e sostenibili, esclusi i collegamenti
  • Introdurre il “biglietto climatico” ad un costo basso e adattato alle condizioni economiche di ciascun Paese dell’UE.
  • Eliminare i jet privati, con divieto di voli a corto raggio dove esistono alternative sostenibili e introdurre una tassa per i frequent flyer, eccezion fatta per le regioni insulari.
  • Rifunzionalizzare le tratte ferroviarie dismesse, integrandole con le reti ferroviarie urbane e periurbane.
  • Introdurre un progressivo obbligo di trasporto delle merci su ferro e promuovere il cabotaggio
  • Promuovere forme di controllo pubblico a tutela dei diritti dei cittadini e dell’ambiente sulla gestione delle infrastrutture di strade, autostrade, aeroporti e telecomunicazioni.
  • Introdurre una tassazione sul carburante per l’aviazione.

L’EUROPA CIRCOLARE A RIFIUTI ZERO

L’Europa si trova a un bivio critico nella gestione delle risorse e dell’ambiente. Il nostro programma mira a trasformare l’economia europea, rendendola circolare, sostenibile e inclusiva, così da dar vita a una società in cui il consumo responsabile e la tutela ambientale siano al centro delle politiche europee. In un’epoca di consumo insostenibile, è fondamentale che l’Europa si ponga alla guida di una trasformazione economica, adottando un modello completamente circolare e atossico entro il 2040.

Questa transizione non solo ridurrà il consumo di risorse, ma migliorerà anche la qualità della vita, garantendo prodotti più durevoli e sostenibili.

A questo proposito alcune azioni devono essere immediatamente intraprese:

  • Approvare una Direttiva sulla gestione sostenibile delle risorse allo scopo di ridurre del 66% la quantità di materie prime consumate annualmente rispetto al 2022.
  • Rafforzare il programma di sostegno alle filiere strategiche di approvvigionamento per la gestione circolare dei rifiuti tessili e delle materie prime critiche dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
  • Ripensare il design dei prodotti, con l’introduzione di standard europei unificati e di rigorosi requisiti di sostenibilità nella fase di progettazione dei prodotti per renderli durevoli, riparabili e riciclabili, riducendo così i consumi, gli sprechi e quindi i
  • Riciclare, riutilizzare e riparare, sviluppando un mercato interno forte per i beni di seconda mano e introducendo il punteggio europeo di riparabilità.
  • Implementare standard tecnici come, ad esempio, il caricabatterie universale e prendere misure contro l’obsolescenza programmata.
  • Ridurre l’utilizzo della plastica, tramite ricerca nell’innovazione nei materiali e riciclo di almeno il 90%, oltre che il contenimento dell’impiego nei settori chiave: imballaggi, edilizia e Introdurre una tassa sulla plastica e sistemi di deposito cauzionale e di disincentivazione della plastica monouso. Passaggio alle bioplastiche da fonti rinnovabili.
  • Adottare una gestione sostenibile avanzata dei rifiuti tramite l’aumento del riciclo, l promozione della raccolta differenziata e del Realizzazione di impianti moderni per il riciclo e il recupero dei materiali, in particolare quelli strategici come i metalli. Modernizzare i sistemi di smaltimento dei rifiuti, il recupero delle materie prime e la reintroduzione nel ciclo economico. Escludere l’incenerimento dei rifiuti.
  • Stabilire un piano europeo di sobrietà, limitare la pubblicità luminosa e impedire la distruzione delle scorte di merci invendute.
  • Promuovere la sensibilizzazione sull’economia circolare e l’ampliamento dei sistemi di partecipazione dei cittadini alle decisioni.

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